Olga

Articoli nella categoria Diritto minorile, delle persone e delle relazioni familiari

CORSO SPECIALISTICO IN DIRITTO ANTIDISCRIMINATORIO

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2° CORSO SPECIALISTICO IN DIRITTO ANTIDISCRIMINATORIO DI 12 ORE A COMPLETAMENTO DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE ORGANIZZATI SUI TERRITORI DI: PUGLIA, TOSCANA, UMBRIA PROGRAMMA 2 Corso specialistico

PROTOCOLLO DI INTESA TRA CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE E CONSIGLIERA NAZIONALE DI PARITÀ

Tutte le attività si svolgeranno da remoto il 10, 14, 16, 22 settembre ore 15.00 – 18.00

1° incontro: 15.00 – 15.45: Apertura: Francesca Cipriani, Consigliera Nazionale di Parità e Maria Masi, Presidente CNF: Il Patto di collaborazione tra Consigliere di Parità e Avvocate/i.

Serenella Molendini, Consigliera Nazionale di Parità Supplente e Susanna Pisano Consigliera di Parità di Sassari: Il Corso Specialistico: contenuti e regole

Le Consigliere Regionali: Stella Sanseverino Puglia, Maria Grazia Maestrelli Toscana, Monica Paparelli Umbria: L’attività antidiscriminatoria delle Consigliere di Parità.

15.50 – 17.10: Gli Istituti Processuali della tutela antidiscriminatoria. L’azione individuale (cautelare e ordinaria). L’onere della prova, la vittimizzazione e il risarcimento del danno. Gianna Baldoni – Avvocata e Consigliera di parità dell’Area Metropolitana di Roma

17.10 – 17.30 – Testimonianza e buone pratiche: Alessandra Ghezzi, Avvocata e Consigliera di Parità di Monza e Brianza. Azione antidiscriminatoria ad adiuvandum al rientro della maternità.

17.30-18.00 – Dibattito

2° incontro 15.00 – 16.15: Istituti Processuali della tutela antidiscriminatoria. L’Azione Collettiva (cautelare e ordinaria). L’onere della prova, la vittimizzazione e il risarcimento del danno. Stella Ciarletta, Avvocata, già Consigliera Regionale di Parità e Consulente giuridica UNAR

ore 16.15 -17.30 Testimonianze e buone pratiche: Daniela Manassero, Avvocata, già Consulente giuridica Consigliera Regionale della Lombardia – Discriminazione nel calcolo dell’indennità di maternità delle lavoratrici del settore volo. L’azione giudiziaria promossa dalla Consigliera Regionale della Lombardia

Sonia Alvisi – Consigliera Regionale dell’Emilia Romagna e Loredana Piscitelli – Avvocata e Consulente giuridica Consigliera Regionale Emilia Romagna. Profili discriminatori del regolamento del Consorzio Pescatori di Goro.

ore 17.30-18.00 Dibattito

3° incontro 15.00 – 16.00: La Convenzione ILO n. 190/2019 e la Raccomandazione n. 256/2019 sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro. Serenella Molendini – Consigliera Nazionale di Parità Supplente

ore 16.00 – 17.30: Le molestie sessuali sui luoghi di lavoro: azione lavoristica e azione penale. Olga Anastasi – Avvocata e Consulente giuridica della Consigliera di Parità di Ascoli Piceno Testimonianza: Olga Anastasi e Paola Petrucci – Consigliera Provinciale di Ascoli Piceno e Consigliera Regionaledi Parità delle Marche

ore 17.30-18.00 Dibattito

4° incontro 15.00 – 16.00: Le discriminazioni di genere e la rappresentanza nei Comuni e nelle Regioni. Andrea Deffenu -Professore ordinario di Diritto Pubblico – Università degli Studi di Cagliari

ore 16.00-16.30 Testimonianza: Ivana Pipponzi – Avvocata e Consigliera Regionale Basilicata

ore 16.30 -18.00 Test di verifica

AFFIDAMENTO CONDIVISO, PARI TEMPO O NO

 

Adelaide Cioni, Go easy on me, black and white with red sticks. Lana cucita su tela, 156x98 cm ciascuno, 2020Secondo il consolidato orientamento della Suprema Corte il regime legale dell’affidamento condiviso, orientato alla tutela dell’interesse morale e materiale della prole, deve tendenzialmente comportare, in mancanza di gravi ragioni ostative, una frequentazione dei genitori paritaria con il figlio. L’assioma, ribadito nella pronuncia n. 17221/2021, con espresso richiamo alle precedenti sentenze Cass. Civ. n. 19323/2020 e Cass. Civ. n. 9764/2019, trova tuttavia contemperamento nell’interesse del minore per cui il giudice può individuare un diverso assetto al fine di assicurargli la situazione più confacente al suo benessere. Per tale ragione, la regolamentazione dei rapporti con il genitore non convivente non può avvenire sulla base di una simmetrica e paritaria ripartizione dei tempi di permanenza con entrambi, ma deve essere il risultato di una valutazione ponderata del giudice del merito che, partendo dall’esigenza di garantire al minore la situazione più confacente al suo benessere e alla sua crescita serena tenga anche conto del suo diritto a una significativa e piena relazione con tutti e due i genitori e, a loro favore, il diritto a una piena esplicazione del ruolo educativo. Il diritto di visita del padre è stato perciò ricalibrato, ampliandolo, mentre la richiesta di collocazione alternata dei ragazzi non è coincisa col loro reale interesse, poiché ormai grandi, dunque in grado di avviarsi a gestire in autonomia il rapporto con i genitori, da conciliarsi con gli impegni di studio, relazioni e amicizie in progressivo sviluppo.

In foto Adelaide Cioni, Go easy on me, black and white with red sticks. Lana cucita su tela, 156×98 cm ciascuno, 2020. Galleria P420, Bologna. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati

MOLTE SONO LE COSE MIRABILI, MA NESSUNA È PIÙ MIRABILE DELL’UOMO

Stefano Di Stasio, Edipo a Colono. Olio su tela, 200x200 cm, 2020La detenzione domiciliare di cui all’art. 47 ter, comma 01, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), è fondata su una presunzione di incompatibilità del soggetto ultrasettantenne con il regime carcerario per ragioni umanitarie, e in particolare sul sostanziale riconoscimento da parte del legislatore dell’inadeguatezza del carcere a svolgere pienamente la funzione prevista dall’art. 27, comma 3, Cost., nei confronti di un detenuto di età così avanzata. La Corte Costitituzionale, con la pronuncia_56_2021, depositata il 31 marzo 2021, nel riconoscere l’intrinseca irragionevolezza della disposizione censurata, ne dichiara l’illegittimità costituzionale limitatamente alle parole «né sia stato mai condannato con l’aggravante di cui all’articolo 99 del codice penale», riespandendo perciò gli ordinari poteri della magistratura di sorveglianza di valutare se il detenuto sia in effetti meritevole di accedere alla misura alternativa, senza che valgano di automatismi preclusivi di una condanna con l’aggravante della recidiva, in una qualunque delle sue forme disciplinate dall’art. 99 Codice penale.

In foto Stefano Di Stasio, Edipo a Colono. Olio su tela, 200×200 cm, 2020. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

DETENZIONE E FIGLI DISABILI, LA CONSULTA A FAVORE DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE

Daniele Vezzani, A braccia aperte. Olio su tela, 140x170 cm, 2020«Nel solco di quanto già affermato nel 2003 sulla detenzione domiciliare ordinaria (sentenza n. 350, relatrice Fernanda Contri), la Corte – con la sentenza n. 18 del 2020, ha ora rimosso anche per la detenzione domiciliare speciale il limite di età dei dieci anni del figlio affetto da grave disabilità. Questa misura, infatti, è finalizzata principalmente a tutelare il figlio, terzo incolpevole, bisognoso del rapporto quotidiano e delle cure della madre ristretta in carcere. La sentenza s’inserisce nell’ambito di una copiosa giurisprudenza costituzionale che considera le relazioni umane più prossime, specialmente familiari, fattori determinanti per la tutela effettiva delle persone più fragili. Perciò la Corte ha ritenuto che la detenzione domiciliare debba essere concessa alla madre di un figlio gravemente disabile, considerata la sua particolare vulnerabilità fisica e psichica, qualunque sia l’età, anche in nome della protezione della maternità (articolo 31 Costituzione), cioè del legame tra madre e figlio, che non si esaurisce nelle prime fasi di vita del bambino. Roma, 14 febbraio 2020».Comunicato Ufficio Stampa Corte Costituzionale pronuncia_18_2020

In foto Daniele Vezzani, A braccia aperte. Olio su tela, 140×170 cm, 2020. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

IL TUO ASSEGNO È COME UN ROCK

 

Marta Sesana, Rock. Olio su tela, 74x53 cm, 2020La natura dell’assegno divorzile sta al passo con tempi e trasformazioni della società e, modernamente, se non risolve i problemi tra ex coniugi, permette di ballarci sopra. Dopo le due sentenze che, di recente, ne rivoluzionarono l’interpretazione, la Suprema Corte sollecita di nuovo le Sezioni Unite all’enunciazione di un principio. Se la pronuncia n. 11504/2017 sottolineò il principio di autoresponsabilità per il coniuge divorziato economicamente svantaggiato e la dignità piena della famiglia di fatto che, se stabile e duratura, lascia intendere la rescissione di ogni legame con la precedente unione matrimoniale e con il pregresso tenore di vita, la n. 18287/2018, invece, ne esaltò l’indole compensativa, non assistenziale, a favore di chi abbia personalmente sacrificato proprie aspettative professionali a beneficio della famiglia e dell’altro coniuge. Oggi le Sezioni Unite, per Cass.-civile-17-dicembre-2020 n. 28995, dovranno invece chiarire se il coniuge in posizione economica sperequata veda automaticamente estinto il diritto all’assegno divorzile in presenza di una nuova famiglia, seppure di fatto, oppure se il giudice possa praticare altre scelte, in base all’obiettiva valorizzazione data negli anni del matrimonio dall’ex partner al patrimonio familiare o individuale, per bilanciarne comunque la relativa perdita.

In foto Marta Sesana, Rock. Olio su tela, 74×53 cm, 2020. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

«OPERA SENZA AUTORE»

 

Edoardo Tresoldi, Opera. Foto Roberto ConteL’incertezza sulle proprie radici può essere un vulnus in qualsiasi stadio della vita, è diritto inviolabile della persona conoscerle. Preminente tuttavia è sempre l’attenzione ai beni supremi della salute e della vita della donna al momento del parto e la sua fragilità, che potrebbe portarla a scelte diverse se sentisse messa in pericolo la possibilità di restare ignota. Eppure quando, pur non avendo riconosciuto il figlio mentre era in vita, lo ha in seguito trattato come tale, tenendolo a vivere con sé, dimostrando di aver revocato l’iniziale rinuncia alla genitorialità giuridica, alla sua morte costui potrà chiedere giudizialmente l’accertamento della maternità che, ex art. 269 Codice civile, può essere provata con ogni mezzo: una lettura costituzionalmente orientata, nel privilegiare il diritto della donna all’anonimato, lo bilancia col diritto dell’individuo a conoscere le proprie origini. Nel caso di specie la Suprema Corte, conferma la decisione di merito che aveva accertato il rapporto di filiazione sulla base di una consulenza immunogenetica che ha concluso per un sicuro rapporto di parentela, su dichiarazioni testimoniali di persone estranee alla famiglia, su un verbale di testamento olografo. Compensa le spese del giudizio tra le parti per la novità delle questioni trattate.

DIRITTO ANONIMATO MATERNITA- 19824_22.09.2020 Cass. Civ., Sez. Civ. I, n. 19824 del 22.9.2020

In foto Edoardo Tresoldi, Opera. Foto Roberto Conte. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

AMMINISTRAZIONI DI SOSTEGNO E RECLAMO CONTRO LE DECISIONI DEL GIUDICE TUTELARE

 

elderly-care«La Sezione sesta civile, Sottosezione prima, ha rimesso al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite la questione – ritenuta rilevante al fine di determinare l’ambito dei provvedimenti in relazione ai quali è ammissibile il ricorso per cassazione ex art. 111, settimo comma, Cost. – riguardante l’estensione della competenza della Corte d’Appello, ex art. 720 bis c.p.c. in sede di reclamo, a tutti i provvedimenti assunti dal giudice tutelare nel procedimento di amministrazione di sostegno oppure ai soli aventi natura decisoria, ferma restando la competenza del tribunale in relazione a quelli ordinatori». Ordinanza n. 17833_08_2020

Presidente: A. Scaldaferri – Relatore: L. Nazzicone

Fonte: http://www.cortedicassazione.it/corte-di-cassazione/it/sesta_sezione.page

AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO – ART. 720 BIS C.P.C. – COMPETENZA DELLA CORTE D’APPELLO IN SEDE DI RECLAMO – ESTENSIONE AI SOLI PROVVEDIMENTI DECISORI DEL GIUDICE TUTELARE O ANCHE A QUELLI ORDINATORI – QUESTIONE – RILEVANZA AI FINI DELLA RICORRIBILITÀ IN CASSAZIONE.

AUTORESPONSABILITÀ E MANTENIMENTO DI FIGLI MAGGIORENNI

 

iso-republic-phone-lap-yellowCon ordinanza n. 17183, depositata il 14 agosto 2020, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione «ha ulteriormente precisato i limiti entro cui il figlio maggiorenne “convivente” può ottenere il mantenimento a carico dei propri genitori.

Il Collegio ha puntualizzato, in particolare, che, ultimato il prescelto percorso formativo (scuola secondaria, facoltà universitaria, corso di formazione professionale), il maggiorenne debba adoperarsi per rendersi autonomo economicamente. A tal fine, egli è tenuto ad impegnarsi razionalmente e attivamente per trovare un’occupazione, tenendo conto delle opportunità reali offerte dal mercato del lavoro, se del caso ridimensionando le proprie aspirazioni.

Segnatamente, alla luce del principio di autoresponsabilità che permea l’ordinamento giuridico e scandisce i doveri del soggetto maggiore d’età, costui non può ostinarsi e indugiare nell’attesa di reperire il lavoro reputato consono alle sue aspettative, non essendogli consentito di fare abusivo affidamento sul supposto obbligo dei suoi genitori di adattarsi a svolgere qualsiasi attività pur di sostentarlo ad oltranza nella realizzazione (talvolta velleitaria) di desideri ed ambizioni personali».

Presidente: M.C. Giancola Relatore: L. Nazzicone

Leggi qui l’ordinanza n. 17183_08_2020 per esteso.

Fonte: http://www.cortedicassazione.it/corte-di-cassazione/it/prima_sezione.page

MATRIMONIO – DIRITTI E DOVERI DEI CONIUGI – EDUCAZIONE, ISTRUZIONE E MANTENIMENTO DELLA PROLE – IN GENERE – Mantenimento di figli maggiorenni – Presupposti – Fondamento – Oneri probatori.

AGOSTO, MOGLIE MIA NON TI CONOSCO

 

Massimiliano Zaffino, Fiammata insolita non disturba il procedere di una giornata al mare. Olio su tela, 105x120 cm, 2020«Poca favilla gran fiamma seconda» (Paradiso I, 34) e dunque l’intimità di un marito con un’altra donna è presupposto giuridico della crisi coniugale, dell’addebito della separazione a suo carico e del rigetto dell’istanza a essere caparbiamente mantenuto dalla moglie. Piena prova della relazione adulterina la ricostruzione dell’investigatore privato incaricato da quest’ultima, la testimonianza resa al giudice in udienza circa i risultati dei pedinamenti, in uno alla mancata contestazione da parte del fedifrago delle accuse mosse alle sue violazioni dei bona matrimonii. Insomma un copione già scritto che sottintende un verdetto: negare sempre e, alle brutte, a ciascuno il suo. Cfr. Cass. Civ. ordinanza n. 16735 -6.8.2020

In foto Massimiliano Zaffino, Fiammata insolita non disturba il procedere di una giornata al mare. Olio su tela, 105×120 cm, 2020. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

CORSO BASE DI FORMAZIONE ALLE TECNICHE DI NEGOZIAZIONE CON IL METODO COLLABORATIVO

 

17021751_429305300745014_6187346527782957824_nI MODULO: Il metodo collaborativo, la storia e i principi ispiratori. (6 ORE)

Introduzione di Ronald D. Ousky

 

Sezione 1) (4 ore)

Finalità e vantaggi della pratica collaborativa.

Come si negozia in modo collaborativo: le regole di condotta, l’accordo partecipativo.

Il cambio di paradigma e la negoziazione basata sugli interessi.

Sezione 2) (2 ore)

Il ruolo dei professionisti neutrali.

La gestione degli stati emotivi delle parti e dei professionisti.

 

II MODULO: Le fasi del procedimento. (6 ORE)

 

Sezione 1) (3 ore)

Il primo incontro con il cliente

Costruire la strategia difensiva

I contatti con il legale dell’altra parte e la costituzione della squadra

La preparazione del primo incontro a quattro

Sezione 2) (3 ore)

Stesura, lettura ed esame dell’accordo partecipativo

Confronto con la convenzione di negoziazione

Fasi della negoziazione

Incontro finale e stesura dell’accordo di negoziazione

 

III MODULO: Approfondimenti. (6 ORE)

 

Questioni procedurali

Aspetti deontologici

Tecniche da utilizzare per superare i momenti di impasse

I practice

Esercitazioni pratiche e role playing

 

C.so Giuseppe Mazzini n. 182, 63100 ASCOLI PICENO

C.F. 92058610442 – info@dirittocollaborativo.it

 

 

FORMATORI

Ronald D. Ousky – Avvocato in Minneapolis (MN – USA), tra i fondatori del metodo e autore insieme con Stu Webb del testo “The collaborative way to divorce”

Olga Anastasi – Avvocato del Foro di Roma

Alessandra Hopps – Avvocato del Foro di Ascoli Piceno

Stefania Mariani – Avvocato del Foro di Ascoli Piceno

Rebecca Rigon – Avvocato del Foro di Milano

Antonella Zechini – Psicoterapeuta, G.O. della Corte d’Appello de L’Aquila

 

DESTINATARI:

Il corso è rivolto a: avvocati, psicologi e/o psicoterapeuti, dottori commercialisti e/o esperti fiscali, mediatori.

 

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEL CORSO:

Il corso verrà attivato al raggiungimento di un numero minimo di iscritti pari a 6 e si svolgerà in modalità remota su piattaforma Microsoft Teams. Le lezioni avranno durata di due ore ciascuna, salvo l’ultima dedicata alle esercitazioni, secondo il seguente calendario:

 

Maggio

26 – 28 dalle ore 14.30 alle ore 16.30

Giugno

3 – 5 – 9 – 11 – 16 dalle ore 14.30 alle ore 16.30

18 dalle 14.30 alle 18.30

 

ISCRIZIONE:

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro e non oltre il 17 maggio 2020 al seguente indirizzo di posta elettronica info@dirittocollaborativo.it a cui inviare anche richieste di informazioni.

 

COSTO DEL CORSO:

Euro 200,00 da accreditare su c/c n. 17013.64 intestato a: GRUPPO ITALIANO DI PRATICA COLLABORATIVA IBAN IT79O0103013502000001701364.

In caso di iscrizione all’Associazione GRUPPO ITALIANO DI PRATICA COLLABORATIVA, per l’anno 2020 la quota è fissata in Euro 30,00.

 

CREDITI FORMATIVI (avvocatura):

Per il corso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ascoli Piceno riconosce 12 crediti formativi.

 

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