Olga

Articoli nella categoria Diritto minorile, delle persone e delle relazioni familiari

COSTRUIAMO LA PACE

 

Nell’ambito della proposta educativa COSTRUIAMO LA PACE, il mio incontro con le terze classi del Liceo artistico di Ascoli Piceno, sezioni A e F, su “Minorenni, relazioni affettive e tecniche di gestione dei conflitti”.

Grazie alla Prof. Caty Gaspari per l’invito e al Prof. Peppe Di Caro per le foto.

Ascoli Piceno, lì 12 febbraio 2020

FATTI NON FUMMO PER COMPRENDERE MENZOGNE

 

Luigi Serafini, Telequadro n° 11. Olio su tela, 100x100 cm, 2017«Ma non scordate, vi prego, la Legge che regola le nostre vite: fatti non fummo per comprendere menzogne» (Rudyard Kipling, Il segreto delle macchine). L’avvocato che nella vita privata ometta di versare l’assegno di mantenimento per tre figli minorenni, scomparendo dalla loro esistenza, disinteressandosene completamente e adducendo labili argomentazioni, fa venir meno dignità, probità e decoro dovuti, ledendo la considerazione di cui dovrebbe godere in quanto appartenente alla classe forense. Il Consiglio Nazionale Forense conferma la sospensione disciplinare di sei mesi dall’esercizio della professione inflitta dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma per il perdurante ingiustificato inadempimento con cui egli aveva fatto accumulare un ingente debito, arrivando a subire un pignoramento con l’intervento della forza pubblica e del fabbro, commettendo inoltre il reato di cui all’art. 570 codice penale (violazione degli obblighi di assistenza familiare) – Consiglio Nazionale Forense, sentenza 13 dicembre 2018, n. 177.

In foto Luigi Serafini, Telequadro n° 11. Olio su tela, 100×100 cm, 2017. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

UN ALTRO PICCOLO PRETESTO

 

Gabriele Arruzzo, Un altro piccolo pretesto. Smalto e acrilico su tela e cornice in legno dipinto, 127x107 cm, 2019L’arte «ci insegna che bisogna occuparsi da vicino delle cose, guardare ciò che abbiamo davvero di fronte e rispettare la reale varietà e individualità del mondo» (A. De Botton, J. Armstrong, L’arte come terapia). Come fa il giudice che decide sullo stato di abbandono di un minore, la cui prioritaria esigenza è vivere nella propria famiglia di origine, sacrificabile solo se sussiste un pregiudizio grave e non transeunte. L’adozione, recidendo ogni legame, costituisce infatti misura eccezionale, siccome impraticabili le altre, anche di carattere assistenziale, volte a favorire il ricongiungimento con i genitori biologici. La detenzione dei genitori, pur temporanea, collegata alle condotte criminose e alla decadenza dalla responsabilità genitoriale, rende concreto lo stato di abbandono e giustifica la dichiarazione di adottabilità del figlio, quando anche i nonni dimostrino carenze a svolgere funzioni vicarie (Cassazione civile, n. 319- 10.1.20; cassazione_sentenza_1431_del_2018 pdf).

In foto Gabriele Arruzzo, Un altro piccolo pretesto. Smalto e acrilico su tela e cornice in legno dipinto, 127×107 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

IL TEMPO ARDENTE OR IL BRUMAL MALVAGIO*

 

Enrico Minguzzi, Bruma. Olio su resina epossidica su lino, 100x140 cm, 2019In tema di accertamento giudiziale di paternità o maternità, le indagini genetiche consentono di dimostrare l’esistenza o meno del rapporto di filiazione e hanno pertanto valore decisivo. Il rifiuto a sottoporvisi può da solo fondare la decisione del giudice, anche in assenza di prova dei rapporti sessuali tra la madre e la persona di cui si assume la paternità. Stante l’elevato grado di certezza del test DNA, il comportamento ingiustificato della parte che non si presenti assume elevato grado di significatività: infondate le pretese d’invasività del prelievo, del tutto innocuo, così come le ragioni invocate a tutela della privacy, poiché l’uso dei dati è rivolto a fini di giustizia mentre il sanitario chiamato a compiere l’accertamento è tenuto al segreto professionale. Trib. S. M. Capua Vetere 15.5.2019

In foto Enrico Minguzzi, Bruma. Olio su resina epossidica su lino, 100×140 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

*Ludovico Ariosto, Orlando Furioso

PRETIUM DOLORIS

 

Luigi Presicce, Il giovane De Kooning lynchato. Acrilico su tela, 60x48 cm, 2019È il risarcimento per il vuoto affettivo-sostentativo dovuto alla mancanza del padre che il Tribunale di Vicenza liquida al quarantenne ex detenuto tossicodipendente, accogliendo la domanda contro il genitore naturale per il riconoscimento di paternità. Lo limita tuttavia al periodo circoscritto dalla sua nascita al compimento della maggiore età, in via equitativa, facendo riferimento al parametro della metà dell’assegno minimo mensile di mantenimento: né le scelte di vita “sbandata” del figlio né il ritardo nel promuovere l’azione possono essere infatti addossate al padre, il quale si era offerto da tempo di riconoscerlo e non aveva mai rifiutato di sottoporsi al test del DNA. Trib. Vicenza 24.10.2019

In foto Luigi Presicce, Il giovane De Kooning lynchato. Acrilico su tela, 60×48 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

SIPARIO, TITOLI DI CODA, DISSOLVENZA

 

Nunzio Paci, Le radici uniscono, le radici dissolvono. Olio su tavola, 120x90 cm, 2019Il 2020 sarà banco di prova per il “codice rosso” applicabile alle ipotesi di sopraffazione domestica e di genere (Legge n. 69-19.7.2019). Lo plaudo oggi, per l’aspettativa che vi ripongo, che attui i principi a tutela dei piccoli, vittime di violenza anche in quanto testimoni di abusi all’interno delle famiglie: «Le radici uniscono, le radici dissolvono» (N. Paci). Distinzione tra meri conflitti familiari e casi non mediabili, dialogo tra giudici civili e penali che hanno in carico le vicende, cooperazioni coordinate tra pubblici ministeri ordinari e minorili, formazione interdisciplinare e specializzazione di magistrati e forze dell’ordine, trattazione integrata del materiale umano che maneggiamo, qui si giocherà la differenza. Brindo al diritto vivente e al nesso grazie al quale la pittura contemporanea lo ritrae.

Nunzio Paci, Le radici uniscono, le radici dissolvono. Olio su tavola, 120×90 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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RITRATTO DI SIGNORA

 

Enrico Robusti, L. by night. Olio su tela, 100x120 cm, 2018. Collezione privataErano sposati dal 1978, nel 2007 si erano separati consensualmente con un accordo che riequilibrava il patrimonio familiare, senza stabilire assegno di mantenimento. Nel 2012, con il divorzio, il Tribunale di Reggio Emilia poneva a carico del marito l’onere di pagare alla moglie un assegno divorzile di € 4.000 mensili. La Corte di appello di Bologna, in riforma della sentenza impugnata, ritenendo agiate le condizioni della moglie, secondo il nuovo orientamento di legittimità (sentenza n. 11504/2017), le negava il diritto e la condannava addirittura a rimborsare le somme nel frattempo percepite. Nell’accogliere il ricorso contro la decisione d’appello, la Cassazione, con sentenza a Sezioni Unite n. 18287/2018, ha aggiustato il tiro. Indipendenza economica e autoresponsabilità sì, ma anche solidarietà e rispetto del principio di uguaglianza: contributo fornito dall’ex coniuge richiedente alla formazione del patrimonio comune e personale, durata del matrimonio, potenzialità reddituali future, età dell’avente diritto, sono i tratti con cui disegnare il diritto all’assegno affinché trovino attuazione effettiva i criteri compositi previsti dall’art. 5, comma 6 Legge 898/1970.

In foto Enrico Robusti, L. by night. Olio su tela, 100×120 cm, 2018. Collezione privata. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

SENTENZA S.U. N. 18287-2018 #giustiziaebellezza #justiceandbeauty #artandlaw #eccellentipittori #dirittovivente

LA VERA RIVOLUZIONE

 

Federico Lombardo, Regionale. Olio su lino, 75x75 cm, 2019È la normalità. Così chiosa Cassazione 7 febbraio 2018 con ordinanza di rigetto n. 3015, perché era stato richiesto l’aumento di assegno divorzile (da 800,00 a 3.500,00 Euro), dovuto non se c’è squilibrio tra le condizioni reddituali o peggioramento del coniuge richiedente rispetto al tenore di vita matrimoniale, ma quando manca l’indipendenza economica, intesa come impossibilità di condurre con i propri mezzi un’esistenza dignitosa, rapportata con elasticità ai bisogni come singolo, non come ex coniuge. Rilevano dunque il momento storico e la coscienza collettiva, né bloccata alla soglia della pura sopravvivenza né eccedente la normalità, di cui il giudice deve farsi interprete in un ambito duttile ma non arbitrariamente dilatabile.

In foto Federico Lombardo, Regionale. Olio su lino, 75×75 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

Cass Civ. Ord. n. 3015-2018 #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #dirittovivente #artecontemporanea #contemporaryart #avvocatavostra #pandette #pandettecontemporanee #justiceandbeauty #bigpicture #giustiziaebellezza

LEGAMI O LÈGAMI

 

Giulia Huober, Legami o lègami. Tempera su carta intelata, 100x70 cm, 2019«Tutta la silenziosa gioia di Sisifo sta in questo. Il destino gli appartiene, il macigno è cosa sua. […] Egli sa di essere il padrone dei propri giorni […], cieco che desidera vedere e che sa che la notte non ha fine, egli è sempre in cammino. Il macigno rotola ancora. […] Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice.» (Albert Camus, Il mito di Sisifo. Saggio sull’assurdo, 1942). C’è stato bisogno che Tribunale di Ascoli Piceno si pronunciasse con sentenza (21.5.2015) negando l’addebito della separazione chiesto dal marito che imputava alla moglie “di non attendere alle faccende domestiche e alle pulizie dell’abitazione familiare” per ribadire che “dal matrimonio non nasce alcun dovere giuridico né morale per il coniuge di provvedere, in via esclusiva rispetto all’altro, a tutte le esigenze della casa, bensì una fungibilità nei ruoli, adeguata alla dignità paritaria dei coniugi così come prescritta dalla Costituzione”.

In foto Giulia Huober, Legami o lègami. Tempera su carta intelata, 100×70 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

Trib. Ascoli P. 21.5.2015 #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #dirittovivente #artecontemporanea #contemporaryart #avvocatavostra #pandette #pandettecontemporanee #justiceandbeauty #bigpicture #giustiziaebellezza

ET QUOD VIDES PERISSE PERDITUM DUCAS

 

Daniele Vezzani, Interno. Olio su tavola, 50x40 cm, 2018Miser Catulle, desinas ineptire, povero Catullo, smettila di impazzire (Carmina Catulli, I, 8), «quel che vedi esser morto, consideralo morto» è l’esortazione di Cassazione Civile n. 21228 del 9.8.2019, richiamando la sentenza a Sezioni Unite n. 18287/2018, mentre ribadisce la natura assistenziale dell’assegno di divorzio, la necessità di fissarlo solo per ristabilire un equilibrio nel caso di rilevante disparità economica o di riparare a precedenti scelte legate a ruoli endofamiliari, senza significare, mai e in nessun caso, «che l’uno ex coniuge possa vivere a rimorchio dell’altro, ma soltanto che nessuno dei due ex coniugi può lucrare sulle rinunce dell’altro».

In foto Daniele Vezzani, Interno. Olio su tavola, 50×40 cm, 2018. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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