Olga

Articoli nella categoria Diritto collaborativo e ADR

RISOLVERE LA CONTROVERSIA FUORI DAL TRIBUNALE – CONTENERE IL CONFLITTO

 

Marcello Carra- La torre di Babele, 2012.2013Adire l’autorità giudiziaria, per cultura e forma mentis dell’utente medio, per la distanza che lo separa dall’istituzione, per il formalismo cui il processo civile è sottoposto, può risultare un trauma. La delega di potere che si affida al magistrato, soprattutto in ambiti intimi come il diritto di famiglia, può condurre a decisioni standard che mal si adatteranno alle esigenze concrete delle parti.

Il linguaggio giuridico, spesso anche diverso secondo gli ambiti – da parte di giudici, avvocati, cancellieri, pubblici ministeri, notai, consulenti – se per un verso è sinonimo di ricchezza tecnica e culturale per gli addetti ai lavori, appare agli esterni come sinonimo di confusione, associato all’icona negativa di una torre di Babele.

Quando il rapporto tra due parti perviene innanzi a un tribunale, vi approda nella fase patologica: da lì in poi, contenere il conflitto e la degenerazione della relazione, diventa sempre più difficile se non impossibile.

In foto Marcello Carrà, La torre di Babele. Penna a biro su carta applicata su legno, 114×155 cm, 2012-2013. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

DEL DIRITTO COLLABORATIVO O DELLA SUA PRATICA

 

ce6bd01833660d831f3163c7b395d17f064589b6Il nome diritto collaborativo è stato coniato per la prima volta da Stuart G. Webb, avvocato in Minnesota, che vive ancora a Minneapolis. Alla fine degli anni Ottanta Stu visse una profonda crisi professionale: da divorzista constatava gli esiti nefasti delle battaglie giudiziarie ingaggiate dalle coppie in crisi e le conseguenze negative sui figli e, stanco, era intenzionato a lasciare l’avvocatura. Racconta di aver seguito, nel 1989, uno dei peggiori casi della sua carriera, con stratagemmi processuali e ostilità di ogni genere, talmente esasperante da indurlo a dedicarsi alla mediazione e a iscriversi addirittura a un altro corso di laurea. Senonché, nello sconforto più totale, poiché la professione gli piaceva quando era in grado di raggiungere un accordo, si disse che non avrebbe mai più varcato un’aula di tribunale e che, per continuare, doveva trovare un modo diverso.

Era il primo gennaio 1990 e Stu aveva già in mente di diventare avvocato collaborativo. A febbraio dello stesso anno scrisse una lunga lettera al giudice Sandy Keith, nella quale sono racchiusi tutti gli elementi fondamentali del metodo. Stu aveva compreso che per essere collaborativo necessitava di un gruppo di colleghi che la pensassero nello stesso modo altrimenti, da solo, non avrebbe mai potuto farne un metodo di lavoro. Riuscì in breve a convincere alcuni avvocati divorzisti della sua comunità e alla fine del 1990 erano in nove.

La lettera di Stuart G. Webb al giudice Keith può essere considerata fonte primaria della pratica che, costante e uniforme (diuturnitas), è consuetudine di valore internazionale per i consociati (soci dei Practice Groups o dell’International Academy of the Collaborative Professionals) i quali la applicano con la convinzione (opinio iuris) che le regole di condotta siano doverose o moralmente obbligatorie. LETTERA STU WEBB

Il riferimento alla norma giuridica è da rinvenirsi dunque nella storia del metodo, inizialmente appannaggio di soli avvocati. Quando negli anni ’90, in California, si diffusero la matrice interdisciplinare e il coinvolgimento di altre professionalità, si cominciò a parlare di pratica o divorzio collaborativo. Per definizione di Stu Webb e, successivamente, dell’International Academy of the Collaborative Professionals, la pratica collaborativa è “un metodo volontario di risoluzione delle controversie nel quale le parti raggiungono un accordo senza ricorrere al giudizio”.

In foto Manuel Pablo Pace, Restare a parlar meco. Olio su tela, 150×150 cm, 2020. The Bank Contemporary Art Collection, Bassano del Grappa. Per gentile concessione di https://www.eccellentipittori.it/ – Tutti i diritti riservati.

CORSO BASE DI FORMAZIONE ALLE TECNICHE DI NEGOZIAZIONE CON IL METODO COLLABORATIVO

 

17021751_429305300745014_6187346527782957824_nI MODULO: Il metodo collaborativo, la storia e i principi ispiratori. (6 ORE)

Introduzione di Ronald D. Ousky

 

Sezione 1) (4 ore)

Finalità e vantaggi della pratica collaborativa.

Come si negozia in modo collaborativo: le regole di condotta, l’accordo partecipativo.

Il cambio di paradigma e la negoziazione basata sugli interessi.

Sezione 2) (2 ore)

Il ruolo dei professionisti neutrali.

La gestione degli stati emotivi delle parti e dei professionisti.

 

II MODULO: Le fasi del procedimento. (6 ORE)

 

Sezione 1) (3 ore)

Il primo incontro con il cliente

Costruire la strategia difensiva

I contatti con il legale dell’altra parte e la costituzione della squadra

La preparazione del primo incontro a quattro

Sezione 2) (3 ore)

Stesura, lettura ed esame dell’accordo partecipativo

Confronto con la convenzione di negoziazione

Fasi della negoziazione

Incontro finale e stesura dell’accordo di negoziazione

 

III MODULO: Approfondimenti. (6 ORE)

 

Questioni procedurali

Aspetti deontologici

Tecniche da utilizzare per superare i momenti di impasse

I practice

Esercitazioni pratiche e role playing

 

C.so Giuseppe Mazzini n. 182, 63100 ASCOLI PICENO

C.F. 92058610442 – info@dirittocollaborativo.it

 

 

FORMATORI

Ronald D. Ousky – Avvocato in Minneapolis (MN – USA), tra i fondatori del metodo e autore insieme con Stu Webb del testo “The collaborative way to divorce”

Olga Anastasi – Avvocato del Foro di Roma

Alessandra Hopps – Avvocato del Foro di Ascoli Piceno

Stefania Mariani – Avvocato del Foro di Ascoli Piceno

Rebecca Rigon – Avvocato del Foro di Milano

Antonella Zechini – Psicoterapeuta, G.O. della Corte d’Appello de L’Aquila

 

DESTINATARI:

Il corso è rivolto a: avvocati, psicologi e/o psicoterapeuti, dottori commercialisti e/o esperti fiscali, mediatori.

 

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEL CORSO:

Il corso verrà attivato al raggiungimento di un numero minimo di iscritti pari a 6 e si svolgerà in modalità remota su piattaforma Microsoft Teams. Le lezioni avranno durata di due ore ciascuna, salvo l’ultima dedicata alle esercitazioni, secondo il seguente calendario:

 

Maggio

26 – 28 dalle ore 14.30 alle ore 16.30

Giugno

3 – 5 – 9 – 11 – 16 dalle ore 14.30 alle ore 16.30

18 dalle 14.30 alle 18.30

 

ISCRIZIONE:

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro e non oltre il 17 maggio 2020 al seguente indirizzo di posta elettronica info@dirittocollaborativo.it a cui inviare anche richieste di informazioni.

 

COSTO DEL CORSO:

Euro 200,00 da accreditare su c/c n. 17013.64 intestato a: GRUPPO ITALIANO DI PRATICA COLLABORATIVA IBAN IT79O0103013502000001701364.

In caso di iscrizione all’Associazione GRUPPO ITALIANO DI PRATICA COLLABORATIVA, per l’anno 2020 la quota è fissata in Euro 30,00.

 

CREDITI FORMATIVI (avvocatura):

Per il corso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ascoli Piceno riconosce 12 crediti formativi.

 

MEDIANOS

 

IMG_4342Una Community di professionisti uniti da un denominatore comune: il cambio di paradigma culturale nell’approccio alla risoluzione delle problematiche sottoposte dal cliente.

Nuove opportunità per tutti coloro che proveranno a vivere una differente esperienza professionale, guidati da consulenti A.D.R. appassionati e formati ai metodi e alle strategie di risoluzione alternativa dei conflitti.

Scarica la brochure Brochure Medianos_PageFlip

Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi. Come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce lo avrete davanti”. Steve Jobs

MAKING SPACE

 

Ester Grossi, Making space. Acrilico su tela, 120x100 cm, 2020Alla larga dai perfidi, dagli evasivi e dagli importuni. Nondimeno, anche tra i giusti, talora la zuffa ben calibrata è terapeutica. Tanto vale allora ricordare che in negoziazione SPACE sta per: S = self, soggettività, analizza chi sei e chi è l’individuo con cui sei in lite; P = purpose, indaga i tuoi obiettivi e quelli contesi; A = audience, ascolto, che non è mai abbastanza, anche nel silenzio; C = code, comunicazione, verbale, non verbale, scritta, la tua e dell’altro; E = experience, uno sguardo ai vissuti reciproci, per conoscersi e imparare a capirsi meglio.

In foto Ester Grossi, Making space. Acrilico su tela, 120×100 cm, 2020. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

COSTRUIAMO LA PACE

 

Nell’ambito della proposta educativa COSTRUIAMO LA PACE, il mio incontro con le terze classi del Liceo artistico di Ascoli Piceno, sezioni A e F, su “Minorenni, relazioni affettive e tecniche di gestione dei conflitti”.

Grazie alla Prof. Caty Gaspari per l’invito e al Prof. Peppe Di Caro per le foto.

Ascoli Piceno, lì 12 febbraio 2020

VENTICINQUE ANNI DI AVVOCATURA

 

IMG_2737Venticinque anni di avvocatura, Roma e la cerimonia di ringraziamento per la dedizione alla professione.

Dal sito https://www.ordineavvocatiroma.it/la-cerimonia-per-il-cicerone-sfide-e-speranze-dellavvocatura/ il testo scritto dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati romani Antonino Galletti per salutare la manifestazione.

“Sembra passato un secolo, da quel lontano 1994, la politica, la tecnologia, la scienza, molte cose sono cambiate e, del resto, 25 anni sono molti, anche se in fondo non poi così tanti nella vita di una persona. Ma è il mondo che è cambiato, molto, moltissimo, in tutto questo tempo. Quello che non è cambiato invece è l’amore per la toga, l’amore per una professione che mai come in questi anni affronta grandi mutamenti sul piano pratico e forse anche grandi difficoltà, ma non cambia sul piano ideale dell’impegno e del sentimento di appartenenza. La cerimonia solenne per i venticinque anni di attività forense di tanti valorosi colleghi proprio a questo serve, è occasione magnifica di bilanci per la professione intera: attraverso la testimonianza del percorso dei singoli, racconta il cammino dei molti, giovani e meno giovani, di tutti noi che insieme rappresentiamo la grande famiglia della avvocatura romana e la sua funzione sociale e costituzionale. Così, in questi giorni, ci troviamo ad ascoltare proposte di riforma come quella sulla prescrizione, che in pochi tratti sconsiderati di penna cancellano secoli di civiltà giuridica e di diritti dei cittadini. Ci troviamo a fronteggiare sui mezzi di informazione le accuse di chi addita proprio gli Avvocati come i responsabili delle lungaggini dei processi. Di pochi mesi fa il dibattito, purtroppo tutto in seno alla categoria forense, ma non filtrato all’esterno, sull’inserimento doveroso del ruolo dell’avvocato nella Costituzione. Né, d’altro canto, l’accerchiamento che affrontiamo si nutre solo di grandi temi, ma anche di questioni assolutamente materiali che tuttavia così fortemente incidono sulla vita dei colleghi. Penso ad esempio all’equo compenso, per il quale come Ordine forense della Capitale, il maggiore d’Italia, ci siamo spesso battuti ottenendo anche risultati positivi, ma che tuttora in molte realtà pubbliche e private resta una chimera. O rammento i dati recentemente ascoltati dell’ultimo rapporto Censis sulla Avvocatura, che ci parla di tanti colleghi in forte difficoltà economica e di pari opportunità che ancora stentano ad essere riconosciute. Lo dicevamo all’inizio, viviamo tempi non facili, ma è proprio per questo che l’esempio dei colleghi che hanno tagliato il traguardo dei 25 anni di professione ci rincuora e ci spinge a guardare avanti con fiducia, anzi a rinnovare e moltiplicare l’impegno già profuso. Nei giorni scorsi in adunanza abbiamo celebrato l’impegno solenne dei nuovi Avvocati davanti al Consiglio dell’Ordine. A questi giovani e a tutti noi sia di sprone l’esempio di questi colleghi, una luce che ci guidi tutti verso una speranza: quella di lasciare alle generazioni di Avvocati che verranno un mondo migliore di quello che abbiamo trovato. Con l’aiuto di tutti, riusciremo nell’intento”.

Roma, Aula avvocati, Corte di Cassazione, 13 dicembre 2019.

“COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE” – 18 OTTOBRE 2019 REPUBBLICA DI SAN MARINO

 

IMG_1838Il 18 ottobre 2019, dalle ore 15 in poi, il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa sarà ospite ospite della comunità dei colleghi collaborativi della Repubblica di San Marino per l’evento dal titolo

COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE”

 Cambiare paradigma: le origini del metodo collaborativo.

Avv. Olga Anastasi

Il rapporto fiduciario con il cliente: costruirlo e mantenerlo nel corso dell’incarico.

Avv. Rebecca Rigon

Tra norma processuale e norma deontologica: dove si colloca il metodo collaborativo.

Avv. Alessandra Hopps

Il ruolo dell’esperto neutrale: sostegno all’avvocato e vantaggio per le parti nella gestione del conflitto.

Dott.ssa Antonella Zechini. Dott.ssa Cristina Urizar

MATRIMONIO E PATRIMONIO: RISVOLTI ECONOMICI DELLA CRISI FAMILIARE

 

LOCANDINA 14.11.19 MATRIMONIO PATRIMONIORitenendo importante curare l’approfondimento degli aspetti economici della separazione tanto quanto gli aspetti relazionali il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa propone un evento formativo in collaborazione con esperto commercialista che da tempo si occupa delle connessioni tra matrimonio e patrimonio nel momento di separazione della coppia e della famiglia. L’evento vedrà la partecipazione di professionalità notarile per i profili dei trasferimenti immobiliari e di uno spazio dedicato alla mediazione del conflitto, strumento utile per affrontare con efficacia il rapporto con il cliente.

MATRIMONIO E PATRIMONIO: RISVOLTI ECONOMICI DELLA CRISI FAMILIARE

Interventi:

L’autosufficienza economica nel giudizio di divorzio: gli indici individuati dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione – Dott.ssa Olga Anastasi, Avvocato

L’accertamento della capacità economica delle parti: analisi e valutazione delle varie tipologie di redditoDott. Massimiliano Ferrari, Commercialista

I trasferimenti immobiliari in sede di separazione e divorzio: presupposti, vantaggi fiscali  e condizioni – Dott.ssa Francesca Filauri, Notaio

Litighiamo, mediamo, cambiamo: la mediazione familiare come spazio di confronto per la coppia in crisi – Dott.ssa Amelia Laureti, Mediatore familiare

Il 14 NOVEMBRE 2019 ALLE ORE 15:00 presso LA BOTTEGA DEL TERZO SETTORE IN CORSO TRENTO E TRIESTE 18, ASCOLI PICENO.

L’evento è già accreditato per la formazione continua degli Avvocati con 3 crediti formativi.

COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE

 

df12d163-aa55-4cac-8fd9-da40e0119c3cIl 18 ottobre 2019, dalle ore 15:00 in poi, su iniziativa della Associazione Sammarinese di Diritto Collaborativo, il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa incontrerà presso la Repubblica di San Marino la comunità dei colleghi locali per l’evento dal titolo

“COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE”

Cambiare paradigma: le origini del metodo collaborativo. 
Avv. Olga Anastasi
Il rapporto fiduciario con il cliente: costruirlo e mantenerlo nelcorso dell’incarico. 
Avv. Rebecca Rigon
Tra norma processuale e norma deontologica: dove si colloca il metodo collaborativo.
Avv. Alessandra Hopps
Il ruolo dell’esperto neutrale: sostegno all’avvocato e vantaggio per le parti nella gestione del conflitto.
Dott.ssa Antonella Zechini -  Dott.ssa Cristina Urizar

A seguire workshops.

L’evento è accreditato dai Consigli dell’Ordine degli Avvocati di San Marino e dell’Ordine degli psicologi.

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