Olga

Articoli nella categoria Diritto collaborativo e ADR

MEDIANOS

 

IMG_4342Una Community di professionisti uniti da un denominatore comune: il cambio di paradigma culturale nell’approccio alla risoluzione delle problematiche sottoposte dal cliente.

Nuove opportunità per tutti coloro che proveranno a vivere una differente esperienza professionale, guidati da consulenti A.D.R. appassionati e formati ai metodi e alle strategie di risoluzione alternativa dei conflitti.

Scarica la brochure Brochure Medianos_PageFlip

Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi. Come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce lo avrete davanti”. Steve Jobs

MAKING SPACE

 

Ester Grossi, Making space. Acrilico su tela, 120x100 cm, 2020Alla larga dai perfidi, dagli evasivi e dagli importuni. Nondimeno, anche tra i giusti, talora la zuffa ben calibrata è terapeutica. Tanto vale allora ricordare che in negoziazione SPACE sta per: S = self, soggettività, analizza chi sei e chi è l’individuo con cui sei in lite; P = purpose, indaga i tuoi obiettivi e quelli contesi; A = audience, ascolto, che non è mai abbastanza, anche nel silenzio; C = code, comunicazione, verbale, non verbale, scritta, la tua e dell’altro; E = experience, uno sguardo ai vissuti reciproci, per conoscersi e imparare a capirsi meglio.

In foto Ester Grossi, Making space. Acrilico su tela, 120×100 cm, 2020. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

COSTRUIAMO LA PACE

 

Nell’ambito della proposta educativa COSTRUIAMO LA PACE, il mio incontro con le terze classi del Liceo artistico di Ascoli Piceno, sezioni A e F, su “Minorenni, relazioni affettive e tecniche di gestione dei conflitti”.

Grazie alla Prof. Caty Gaspari per l’invito e al Prof. Peppe Di Caro per le foto.

Ascoli Piceno, lì 12 febbraio 2020

VENTICINQUE ANNI DI AVVOCATURA

 

IMG_2737Venticinque anni di avvocatura, Roma e la cerimonia di ringraziamento per la dedizione alla professione.

Dal sito https://www.ordineavvocatiroma.it/la-cerimonia-per-il-cicerone-sfide-e-speranze-dellavvocatura/ il testo scritto dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati romani Antonino Galletti per salutare la manifestazione.

“Sembra passato un secolo, da quel lontano 1994, la politica, la tecnologia, la scienza, molte cose sono cambiate e, del resto, 25 anni sono molti, anche se in fondo non poi così tanti nella vita di una persona. Ma è il mondo che è cambiato, molto, moltissimo, in tutto questo tempo. Quello che non è cambiato invece è l’amore per la toga, l’amore per una professione che mai come in questi anni affronta grandi mutamenti sul piano pratico e forse anche grandi difficoltà, ma non cambia sul piano ideale dell’impegno e del sentimento di appartenenza. La cerimonia solenne per i venticinque anni di attività forense di tanti valorosi colleghi proprio a questo serve, è occasione magnifica di bilanci per la professione intera: attraverso la testimonianza del percorso dei singoli, racconta il cammino dei molti, giovani e meno giovani, di tutti noi che insieme rappresentiamo la grande famiglia della avvocatura romana e la sua funzione sociale e costituzionale. Così, in questi giorni, ci troviamo ad ascoltare proposte di riforma come quella sulla prescrizione, che in pochi tratti sconsiderati di penna cancellano secoli di civiltà giuridica e di diritti dei cittadini. Ci troviamo a fronteggiare sui mezzi di informazione le accuse di chi addita proprio gli Avvocati come i responsabili delle lungaggini dei processi. Di pochi mesi fa il dibattito, purtroppo tutto in seno alla categoria forense, ma non filtrato all’esterno, sull’inserimento doveroso del ruolo dell’avvocato nella Costituzione. Né, d’altro canto, l’accerchiamento che affrontiamo si nutre solo di grandi temi, ma anche di questioni assolutamente materiali che tuttavia così fortemente incidono sulla vita dei colleghi. Penso ad esempio all’equo compenso, per il quale come Ordine forense della Capitale, il maggiore d’Italia, ci siamo spesso battuti ottenendo anche risultati positivi, ma che tuttora in molte realtà pubbliche e private resta una chimera. O rammento i dati recentemente ascoltati dell’ultimo rapporto Censis sulla Avvocatura, che ci parla di tanti colleghi in forte difficoltà economica e di pari opportunità che ancora stentano ad essere riconosciute. Lo dicevamo all’inizio, viviamo tempi non facili, ma è proprio per questo che l’esempio dei colleghi che hanno tagliato il traguardo dei 25 anni di professione ci rincuora e ci spinge a guardare avanti con fiducia, anzi a rinnovare e moltiplicare l’impegno già profuso. Nei giorni scorsi in adunanza abbiamo celebrato l’impegno solenne dei nuovi Avvocati davanti al Consiglio dell’Ordine. A questi giovani e a tutti noi sia di sprone l’esempio di questi colleghi, una luce che ci guidi tutti verso una speranza: quella di lasciare alle generazioni di Avvocati che verranno un mondo migliore di quello che abbiamo trovato. Con l’aiuto di tutti, riusciremo nell’intento”.

Roma, Aula avvocati, Corte di Cassazione, 13 dicembre 2019.

“COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE” – 18 OTTOBRE 2019 REPUBBLICA DI SAN MARINO

 

IMG_1838Il 18 ottobre 2019, dalle ore 15 in poi, il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa sarà ospite ospite della comunità dei colleghi collaborativi della Repubblica di San Marino per l’evento dal titolo

COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE”

 Cambiare paradigma: le origini del metodo collaborativo.

Avv. Olga Anastasi

Il rapporto fiduciario con il cliente: costruirlo e mantenerlo nel corso dell’incarico.

Avv. Rebecca Rigon

Tra norma processuale e norma deontologica: dove si colloca il metodo collaborativo.

Avv. Alessandra Hopps

Il ruolo dell’esperto neutrale: sostegno all’avvocato e vantaggio per le parti nella gestione del conflitto.

Dott.ssa Antonella Zechini. Dott.ssa Cristina Urizar

MATRIMONIO E PATRIMONIO: RISVOLTI ECONOMICI DELLA CRISI FAMILIARE

 

LOCANDINA 14.11.19 MATRIMONIO PATRIMONIORitenendo importante curare l’approfondimento degli aspetti economici della separazione tanto quanto gli aspetti relazionali il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa propone un evento formativo in collaborazione con esperto commercialista che da tempo si occupa delle connessioni tra matrimonio e patrimonio nel momento di separazione della coppia e della famiglia. L’evento vedrà la partecipazione di professionalità notarile per i profili dei trasferimenti immobiliari e di uno spazio dedicato alla mediazione del conflitto, strumento utile per affrontare con efficacia il rapporto con il cliente.

MATRIMONIO E PATRIMONIO: RISVOLTI ECONOMICI DELLA CRISI FAMILIARE

Interventi:

L’autosufficienza economica nel giudizio di divorzio: gli indici individuati dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione – Dott.ssa Olga Anastasi, Avvocato

L’accertamento della capacità economica delle parti: analisi e valutazione delle varie tipologie di redditoDott. Massimiliano Ferrari, Commercialista

I trasferimenti immobiliari in sede di separazione e divorzio: presupposti, vantaggi fiscali  e condizioni – Dott.ssa Francesca Filauri, Notaio

Litighiamo, mediamo, cambiamo: la mediazione familiare come spazio di confronto per la coppia in crisi – Dott.ssa Amelia Laureti, Mediatore familiare

Il 14 NOVEMBRE 2019 ALLE ORE 15:00 presso LA BOTTEGA DEL TERZO SETTORE IN CORSO TRENTO E TRIESTE 18, ASCOLI PICENO.

L’evento è già accreditato per la formazione continua degli Avvocati con 3 crediti formativi.

COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE

 

df12d163-aa55-4cac-8fd9-da40e0119c3cIl 18 ottobre 2019, dalle ore 15:00 in poi, su iniziativa della Associazione Sammarinese di Diritto Collaborativo, il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa incontrerà presso la Repubblica di San Marino la comunità dei colleghi locali per l’evento dal titolo

“COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE”

Cambiare paradigma: le origini del metodo collaborativo. 
Avv. Olga Anastasi
Il rapporto fiduciario con il cliente: costruirlo e mantenerlo nelcorso dell’incarico. 
Avv. Rebecca Rigon
Tra norma processuale e norma deontologica: dove si colloca il metodo collaborativo.
Avv. Alessandra Hopps
Il ruolo dell’esperto neutrale: sostegno all’avvocato e vantaggio per le parti nella gestione del conflitto.
Dott.ssa Antonella Zechini -  Dott.ssa Cristina Urizar

A seguire workshops.

L’evento è accreditato dai Consigli dell’Ordine degli Avvocati di San Marino e dell’Ordine degli psicologi.

SII COLLABORATIVO, DON’T BE SCARED

 

Paola Angelini, Non aver paura:Dont'be scared. Olio su lino, 50x60 cm, 2019. Galleria Annarumma, NapoliGli obblighi di trasparenza, riservatezza, mandato limitato nella pratica collaborativa hanno fondamento nell’Accordo di Partecipazione, un documento scritto nel quale si espongono le regole, si stabilisce ciò che è permesso e ciò che è vietato e si assume l’impegno al rispetto degli obblighi. Di solito, dopo essere stato redatto dai legali, è letto in un incontro ad hoc, alla presenza delle parti, con solennità funzionale a sottolineare l’importanza dell’impegno che tutti stanno assumendo per la buona riuscita della trattativa.

Il diritto collaborativo, come sappiamo, è un processo regolato dalla prassi, in Italia non è legislativamente regolamentato e le conseguenze circa le informazioni scambiate durante le trattative, la fase preliminare dei contatti, la sottoscrizione dell’Accordo partecipativo, la fase successiva della negoziazione vera e propria, sollecitano quesiti e dubbi interpretativi.

A rigore persino la fase precedente la sottoscrizione dell’Accordo partecipativo ha una sua forte valenza sotto il profilo delle responsabilità: può ricollegarsi infatti a quel “contatto sociale” che la giurisprudenza riconosce foriero di reciproco affidamento dei contraenti, qualificato dall’obbligo di buona fede, d’informazione e protezione, rafforzato dai doveri deontologici cui s’ispirano gli avvocati e gli altri professionisti eventualmente a vario titolo coinvolti, che guideranno le parti a tenere una condotta corretta e rigorosa sin dal principio. Il Tribunale di Vicenza, con una recente sentenza del 3.4.2019, Est. Conti, ha tra l’altro specificato che anche lo svolgimento di significative trattative integra, ai sensi dell’art. 1173 codice civile, un fatto idoneo a produrre obbligazioni reciproche, la cui violazione determina responsabilità precontrattuale ex art. 1337 codice civile. In questa fase i professionisti collaborativi sono tuttavia concentrati a illustrare alle parti l’importanza di transigere le rispettive posizioni, a stendere un elenco delle priorità, a ipotizzare un calendario di durata del processo negoziale e l’opportunità di consultare degli specialisti per questioni specifiche, a definire obiettivi e interessi in modo che le parti pervengano alla sottoscrizione dell’Accordo di partecipazione alla pratica collaborativa con adeguata consapevolezza e convinzione, così da ridurre i rischi d’insuccesso.

Le parti esprimono poi la loro autonomia contrattuale che, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1322 codice civile, ascrive l’Accordo di partecipazione alla pratica collaborativa nella categoria dei contratti atipici poiché volto a realizzare interessi meritevoli di tutela: nel caso specifico si concretizza in un impegno scritto a definire la controversia amichevolmente, attraverso trattative mirate al bonario componimento delle pretese, senza l’instaurazione di giudizi contenziosi. Se una delle parti ostacola le trattative, non si presenta agli incontri, viola gli obblighi di trasparenza, minaccia azioni legali, cela al proprio legale informazioni decisive, pur restando libera di recedere e abbandonare il processo, essendosi vincolata a pervenire a una soluzione stragiudiziale, a cooperare con buona fede e lealtà, con un precipuo obbligo a negoziare, può essere considerata inadempiente e pertanto responsabile contrattualmente.

Poiché la premessa di qualsiasi processo collaborativo è che la parte sia stata resa edotta dei vari metodi a sua disposizione e che sia risultata idonea al percorso dopo attenta valutazione da parte del suo legale, onde evitare di incorrere nelle ipotesi sopra menzionate il suggerimento è di dedicare tempo e anche più di un colloquio a individuare la capacità del cliente di ragionare per interessi, piuttosto che per posizioni di principio, suggerendo alla parte di ragionare sugli obiettivi cui si aspira, sulle motivazioni, su paure, speranze, preoccupazioni presenti e future, sulle opzioni che si è disponibili a proporre o accettare. Dunque, un po’ come raggiungere l’anima di chi avete di fronte attraverso le domande, la comunicazione verbale e non verbale, sintonizzandovi anche con il non detto, superando le altrui paure e le vostre, astraendovi dal giudizio, imparando a riconoscere con altri codici chi ragionevolmente è adatto a un proficuo viaggio collaborativo. Don’t be scared.

In foto Paola Angelini, Non aver paura/Dont’be scared. Olio su lino, 50×60 cm, 2019. Galleria Annarumma, Napoli. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

SPAZIO ALL’INGEGNO DELL’AVVOCATO COLLABORATIVO: DAI CONFLITTI SEPARATIVI ALLE NUOVE FRONTIERE

 

2efad9ff-d3be-409b-80f7-3bd71992c986Saluti: Avv. Tommaso Pietropaolo – Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ascoli Piceno

INTERVENTI:

Avv. Marina Petrolo – ISTITUTO ITALIANO DI DIRITTO COLLABORATIVO E NEGOZIAZIONE ASSISTITA

 Avv. Francesca Araldi – ASSOCIAZIONE ITALIANA PROFESSIONISTI COLLABORATIVI

 Introduce e modera:

Avv. Olga Anastasi – GRUPPO ITALIANO DI PRATICA COLLABORATIVA

Con la partecipazione di ASDC Associazione Sammarinese di Diritto Collaborativo

BOTTEGA DEL TERZO SETTORE Corso Trento e Trieste 18 Ascoli Piceno

17 giugno 2019 ore 15.00

100 PANDETTE E ALTRE STORIE D’AMORE

 

Enrico Robusti, Oh caro! Sento che la notte partorirà lune rosse… Olio su tela, 120x100 cm, 2012Se fossi la divina Valduga, “Nostra Signora della quartina” (C. Langone), canterei i giorni in versi e rime baciate. Invece di baci ne ho avuti sempre pochi dunque so solo dipingere le altrui passioni in raccolte animate di arte e diritto. Le Alternative Dispute Resolutions educano a visualizzare “gli interessi silenziosi dietro il baccano delle posizioni” (L’arte del negoziato, Fisher Ury Patton). Allora oggi tocca al “Libro Rosso” di Carl Gustav Jung, rosso come le lune dell’Eccellente Robusti: «Giunge al luogo dell’anima chi distoglie il proprio desiderio dalle cose esteriori. Se non la trova viene sopraffatto dall’orrore del vuoto. Diverrà folle per la sua insaziabile cupidigia e si allontanerà dalla sua anima, per non ritrovarla mai più. Correrà dietro ogni cosa, se ne impadronirà, ma non ritroverà la sua anima perché solo dentro di sé la potrebbe trovare». «Se possediamo l’immagine di una cosa possediamo la metà di quella cosa. L’immagine del mondo costituisce la metà del mondo. Chi possiede il mondo, ma non invece la sua immagine, possiede soltanto la metà del mondo poiché l’anima sua è povera e indigente. La ricchezza dell’anima è fatta di immagini. Chi possiede l’immagine del mondo, possiede la metà del mondo, anche se il suo lato umano è povero e indigente. Ma la fame trasforma l’animale in una belva che divora cose che non tollera e da cui resta avvelenata. Amici miei, saggio è nutrire l’anima, per non allevarvi draghi e diavoli in cuore».

In foto Enrico Robusti, Oh caro! Sento che la notte partorirà lune rosse…. Olio su tela, 120×100 cm, 2012. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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