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Articoli nella categoria Diritto collaborativo e ADR

“COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE” – 18 OTTOBRE 2019 REPUBBLICA DI SAN MARINO

 

IMG_1838Il 18 ottobre 2019, dalle ore 15 in poi, il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa sarà ospite ospite della comunità dei colleghi collaborativi della Repubblica di San Marino per l’evento dal titolo

COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE”

 Cambiare paradigma: le origini del metodo collaborativo.

Avv. Olga Anastasi

Il rapporto fiduciario con il cliente: costruirlo e mantenerlo nel corso dell’incarico.

Avv. Rebecca Rigon

Tra norma processuale e norma deontologica: dove si colloca il metodo collaborativo.

Avv. Alessandra Hopps

Il ruolo dell’esperto neutrale: sostegno all’avvocato e vantaggio per le parti nella gestione del conflitto.

Dott.ssa Antonella Zechini. Dott.ssa Cristina Urizar

MATRIMONIO E PATRIMONIO: RISVOLTI ECONOMICI DELLA CRISI FAMILIARE

 

LOCANDINA 14.11.19 MATRIMONIO PATRIMONIORitenendo importante curare l’approfondimento degli aspetti economici della separazione tanto quanto gli aspetti relazionali il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa propone un evento formativo in collaborazione con esperto commercialista che da tempo si occupa delle connessioni tra matrimonio e patrimonio nel momento di separazione della coppia e della famiglia. L’evento vedrà la partecipazione di professionalità notarile per i profili dei trasferimenti immobiliari e di uno spazio dedicato alla mediazione del conflitto, strumento utile per affrontare con efficacia il rapporto con il cliente.

MATRIMONIO E PATRIMONIO: RISVOLTI ECONOMICI DELLA CRISI FAMILIARE

Interventi:

L’autosufficienza economica nel giudizio di divorzio: gli indici individuati dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione – Dott.ssa Olga Anastasi, Avvocato

L’accertamento della capacità economica delle parti: analisi e valutazione delle varie tipologie di redditoDott. Massimiliano Ferrari, Commercialista

I trasferimenti immobiliari in sede di separazione e divorzio: presupposti, vantaggi fiscali  e condizioni – Dott.ssa Francesca Filauri, Notaio

Litighiamo, mediamo, cambiamo: la mediazione familiare come spazio di confronto per la coppia in crisi – Dott.ssa Amelia Laureti, Mediatore familiare

Il 14 NOVEMBRE 2019 ALLE ORE 15:00 presso LA BOTTEGA DEL TERZO SETTORE IN CORSO TRENTO E TRIESTE 18, ASCOLI PICENO.

L’evento è già accreditato per la formazione continua degli Avvocati con 3 crediti formativi.

COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE

 

df12d163-aa55-4cac-8fd9-da40e0119c3cIl 18 ottobre 2019, dalle ore 15:00 in poi, su iniziativa della Associazione Sammarinese di Diritto Collaborativo, il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa incontrerà presso la Repubblica di San Marino la comunità dei colleghi locali per l’evento dal titolo

“COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE”

Cambiare paradigma: le origini del metodo collaborativo. 
Avv. Olga Anastasi
Il rapporto fiduciario con il cliente: costruirlo e mantenerlo nelcorso dell’incarico. 
Avv. Rebecca Rigon
Tra norma processuale e norma deontologica: dove si colloca il metodo collaborativo.
Avv. Alessandra Hopps
Il ruolo dell’esperto neutrale: sostegno all’avvocato e vantaggio per le parti nella gestione del conflitto.
Dott.ssa Antonella Zechini -  Dott.ssa Cristina Urizar

A seguire workshops.

L’evento è accreditato dai Consigli dell’Ordine degli Avvocati di San Marino e dell’Ordine degli psicologi.

SII COLLABORATIVO, DON’T BE SCARED

 

Paola Angelini, Non aver paura:Dont'be scared. Olio su lino, 50x60 cm, 2019. Galleria Annarumma, NapoliGli obblighi di trasparenza, riservatezza, mandato limitato nella pratica collaborativa hanno fondamento nell’Accordo di Partecipazione, un documento scritto nel quale si espongono le regole, si stabilisce ciò che è permesso e ciò che è vietato e si assume l’impegno al rispetto degli obblighi. Di solito, dopo essere stato redatto dai legali, è letto in un incontro ad hoc, alla presenza delle parti, con solennità funzionale a sottolineare l’importanza dell’impegno che tutti stanno assumendo per la buona riuscita della trattativa.

Il diritto collaborativo, come sappiamo, è un processo regolato dalla prassi, in Italia non è legislativamente regolamentato e le conseguenze circa le informazioni scambiate durante le trattative, la fase preliminare dei contatti, la sottoscrizione dell’Accordo partecipativo, la fase successiva della negoziazione vera e propria, sollecitano quesiti e dubbi interpretativi.

A rigore persino la fase precedente la sottoscrizione dell’Accordo partecipativo ha una sua forte valenza sotto il profilo delle responsabilità: può ricollegarsi infatti a quel “contatto sociale” che la giurisprudenza riconosce foriero di reciproco affidamento dei contraenti, qualificato dall’obbligo di buona fede, d’informazione e protezione, rafforzato dai doveri deontologici cui s’ispirano gli avvocati e gli altri professionisti eventualmente a vario titolo coinvolti, che guideranno le parti a tenere una condotta corretta e rigorosa sin dal principio. Il Tribunale di Vicenza, con una recente sentenza del 3.4.2019, Est. Conti, ha tra l’altro specificato che anche lo svolgimento di significative trattative integra, ai sensi dell’art. 1173 codice civile, un fatto idoneo a produrre obbligazioni reciproche, la cui violazione determina responsabilità precontrattuale ex art. 1337 codice civile. In questa fase i professionisti collaborativi sono tuttavia concentrati a illustrare alle parti l’importanza di transigere le rispettive posizioni, a stendere un elenco delle priorità, a ipotizzare un calendario di durata del processo negoziale e l’opportunità di consultare degli specialisti per questioni specifiche, a definire obiettivi e interessi in modo che le parti pervengano alla sottoscrizione dell’Accordo di partecipazione alla pratica collaborativa con adeguata consapevolezza e convinzione, così da ridurre i rischi d’insuccesso.

Le parti esprimono poi la loro autonomia contrattuale che, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1322 codice civile, ascrive l’Accordo di partecipazione alla pratica collaborativa nella categoria dei contratti atipici poiché volto a realizzare interessi meritevoli di tutela: nel caso specifico si concretizza in un impegno scritto a definire la controversia amichevolmente, attraverso trattative mirate al bonario componimento delle pretese, senza l’instaurazione di giudizi contenziosi. Se una delle parti ostacola le trattative, non si presenta agli incontri, viola gli obblighi di trasparenza, minaccia azioni legali, cela al proprio legale informazioni decisive, pur restando libera di recedere e abbandonare il processo, essendosi vincolata a pervenire a una soluzione stragiudiziale, a cooperare con buona fede e lealtà, con un precipuo obbligo a negoziare, può essere considerata inadempiente e pertanto responsabile contrattualmente.

Poiché la premessa di qualsiasi processo collaborativo è che la parte sia stata resa edotta dei vari metodi a sua disposizione e che sia risultata idonea al percorso dopo attenta valutazione da parte del suo legale, onde evitare di incorrere nelle ipotesi sopra menzionate il suggerimento è di dedicare tempo e anche più di un colloquio a individuare la capacità del cliente di ragionare per interessi, piuttosto che per posizioni di principio, suggerendo alla parte di ragionare sugli obiettivi cui si aspira, sulle motivazioni, su paure, speranze, preoccupazioni presenti e future, sulle opzioni che si è disponibili a proporre o accettare. Dunque, un po’ come raggiungere l’anima di chi avete di fronte attraverso le domande, la comunicazione verbale e non verbale, sintonizzandovi anche con il non detto, superando le altrui paure e le vostre, astraendovi dal giudizio, imparando a riconoscere con altri codici chi ragionevolmente è adatto a un proficuo viaggio collaborativo. Don’t be scared.

In foto Paola Angelini, Non aver paura/Dont’be scared. Olio su lino, 50×60 cm, 2019. Galleria Annarumma, Napoli. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

SPAZIO ALL’INGEGNO DELL’AVVOCATO COLLABORATIVO: DAI CONFLITTI SEPARATIVI ALLE NUOVE FRONTIERE

 

2efad9ff-d3be-409b-80f7-3bd71992c986Saluti: Avv. Tommaso Pietropaolo – Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ascoli Piceno

INTERVENTI:

Avv. Marina Petrolo – ISTITUTO ITALIANO DI DIRITTO COLLABORATIVO E NEGOZIAZIONE ASSISTITA

 Avv. Francesca Araldi – ASSOCIAZIONE ITALIANA PROFESSIONISTI COLLABORATIVI

 Introduce e modera:

Avv. Olga Anastasi – GRUPPO ITALIANO DI PRATICA COLLABORATIVA

Con la partecipazione di ASDC Associazione Sammarinese di Diritto Collaborativo

BOTTEGA DEL TERZO SETTORE Corso Trento e Trieste 18 Ascoli Piceno

17 giugno 2019 ore 15.00

100 PANDETTE E ALTRE STORIE D’AMORE

 

Enrico Robusti, Oh caro! Sento che la notte partorirà lune rosse… Olio su tela, 120x100 cm, 2012Se fossi la divina Valduga, “Nostra Signora della quartina” (C. Langone), canterei i giorni in versi e rime baciate. Invece di baci ne ho avuti sempre pochi dunque so solo dipingere le altrui passioni in raccolte animate di arte e diritto. Le Alternative Dispute Resolutions educano a visualizzare “gli interessi silenziosi dietro il baccano delle posizioni” (L’arte del negoziato, Fisher Ury Patton). Allora oggi tocca al “Libro Rosso” di Carl Gustav Jung, rosso come le lune dell’Eccellente Robusti: «Giunge al luogo dell’anima chi distoglie il proprio desiderio dalle cose esteriori. Se non la trova viene sopraffatto dall’orrore del vuoto. Diverrà folle per la sua insaziabile cupidigia e si allontanerà dalla sua anima, per non ritrovarla mai più. Correrà dietro ogni cosa, se ne impadronirà, ma non ritroverà la sua anima perché solo dentro di sé la potrebbe trovare». «Se possediamo l’immagine di una cosa possediamo la metà di quella cosa. L’immagine del mondo costituisce la metà del mondo. Chi possiede il mondo, ma non invece la sua immagine, possiede soltanto la metà del mondo poiché l’anima sua è povera e indigente. La ricchezza dell’anima è fatta di immagini. Chi possiede l’immagine del mondo, possiede la metà del mondo, anche se il suo lato umano è povero e indigente. Ma la fame trasforma l’animale in una belva che divora cose che non tollera e da cui resta avvelenata. Amici miei, saggio è nutrire l’anima, per non allevarvi draghi e diavoli in cuore».

In foto Enrico Robusti, Oh caro! Sento che la notte partorirà lune rosse…. Olio su tela, 120×100 cm, 2012. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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99 LA PAURA DEL RIFIUTO

 

Daniele Vezzani, Francesca con braccia conserte. Olio su tela, 120x100 cm, 2019Novantanove post di Arte e Diritto per celebrare quanta fragilità dietro l’apparente durezza dell’umano e persino nelle asperità dell’esistenza terrena. Quanti figli rifiutati o ascoltati male in adulti in perenne conflitto mondiale. Per ogni cliente che comprenda, e soprattutto agisca, che i propri bisogni sono collegati al loro benessere e per esteso al resto dell’umanità, vi è un professionista collaborativo, anzi l’intera squadra, che al ruolo sociale, direttamente connesso all’esercizio della sua professione, conquista una funzione educativa destinata a proiettarsi nello spazio e nel tempo, a vantaggio dell’intera collettività.

In foto Daniele Vezzani, Francesca con braccia conserte. Olio su tela, 120×100 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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IL FASCINO DISCRETO DEL RISERBO

 

Daniele Galliano, We’re gonna have a real good time together. Olio su carta, 36 elementi, 33x22 cm ciascuno, 2016La trasparenza da usare nel processo collaborativo, affinché la negoziazione sugli interessi si svolga su base realmente efficace, deve essere garantita in ossequio alle regole di riservatezza. Il codice etico IACP suggerisce al professionista collaborativo di spiegarle al cliente con dovizia di dettagli, rimandando ai doveri collegati all’esercizio della professione e dunque, per l’avvocato, secondo verità, correttezza, trasparenza, segretezza. L’art. 13 del Codice deontologico forense stabilisce che “l’avvocato è tenuto, nell’interesse del cliente e della parte assistita, alla rigorosa osservanza del segreto professionale e al massimo riserbo su fatti e circostanze in qualsiasi modo apprese nell’attività di rappresentanza e assistenza in giudizio, nonché nello svolgimento dell’attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale e comunque per ragioni professionali”. L’art. 28 estende il dovere sia all’ipotesi in cui il mandato conferito sia terminato (cfr. CNF n. 395 del 31.12.2016) o sia stato medio tempore revocato ovvero rinunciato, sia nei confronti dei collaboratori di studio verso i quali l’avvocato ha il ruolo attivo di adoperarsi affinché l’onere sia rispettato. L’obbligo si applica solo rispetto al cliente, non anche alla controparte (CNF n. 84 del 10.6.2014), in materia giudiziale o stragiudiziale.

Tali regole sono in linea con quanto disposto dall’art. 2.3 del Codice deontologico dell’avvocato europeo e con l’art. 6 CEDU che cristallizza la riservatezza come diritto fondamentale del cittadino nel giusto processo che il professionista è tenuto a garantire: corollario, in fondo, degli obblighi di rango costituzionale di cui si è investiti con la difesa. Nell’accordo partecipativo alla pratica collaborativa tali regole sono esplicitate affinché il cliente ne sia informato e consapevole: un professionista collaborativo può rivelare informazioni riservate solo col consenso dei clienti, comunque in ossequio alla legge e alle statuizioni concordate.

Gli articoli 622 Codice penale, 256 e 362 Codice di procedura penale e 249 Codice di procedura civile garantiscono al legale, se chiamato a testimoniare o se richiesto di fornire informazioni o documenti dall’autorità giudiziaria, di invocare il dovere di segretezza che può affievolirsi in taluni casi: per svolgere attività difensiva, impedire reati gravi, allegare fatti in una controversia tra avvocato e cliente o parte assistita, in una procedura disciplinare.

Ove il processo collaborativo confluisca in un accordo di negoziazione assistita l’art. 9 del D.L. 132/2014 sancisce l’obbligo per gli avvocati e le parti di comportarsi con lealtà e di tenere riservate le informazioni ricevute. Le dichiarazioni rese e le notizie acquisite non possono essere utilizzate nell’eventuale giudizio che segua al fallimento delle trattative. Se in negoziazione dovessero emergere dati potenzialmente lesivi a una parte o all’altra, il limite alla loro utilizzabilità in un futuro contenzioso non può chiaramente essere assoluto; è qui che si gioca la forza del clima di fiducia e lealtà reciproca del team collaborativo che saprà usare criteri di trasparenza e opportunità bilanciandoli al rischio che le informazioni condivise possano essere poste al vaglio di altri in caso di cessazione, per qualsiasi motivo, della pratica collaborativa. Peraltro i difensori e le parti, anche secondo il D.L. 132/2014, non possono essere tenuti a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite. Nemmeno un’eventuale consulenza tecnica che le parti avessero conferito a un esperto neutrale potrà essere prodotta in un processo che veda le parti contrapposte, a meno che non sussista il consenso al suo utilizzo: trattandosi di mera consulenza non preceduta da giuramento, tra l’altro, vedrà il suo valore probatorio sensibilmente ridimensionato alla stregua di perizia stragiudiziale, superabile da prove desunte altrimenti, mediante testimoni o allegazioni documentali (cfr. Ruvolo Michele, “Negoziazione assistita in materia civile: casi e questioni”, Scuola Superiore Magistratura 2015).

In foto Daniele Galliano, We’re gonna have a real good time together. Olio su carta, 36 elementi, 33×22 cm ciascuno, 2016. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

BELLA E POSSIBILE

 

Federico Lombardo, Porta di Agropoli. Olio su lino, 65x110 cm, 2019La bigenitorialità deve essere alla base di qualsiasi pronuncia tra separati con prole. Cassazione civile n. 9764-2019: la tenera età di una bambina non è d’ostacolo a consuetudini di vita e salde relazioni con entrambi i genitori. L’ostracismo della madre nell’impedire al padre visite anche infrasettimanali va superato. È paradossale dover richiamare la Corte di Strasburgo per affermare una legge naturale: per un genitore e suo figlio stare insieme costituisce un elemento fondamentale della vita familiare” (n. 46544/99 CEDU/02). Prima di affrontare tre gradi di giudizio a ricordarvi che il trascorrere del tempo ha conseguenze irrimediabili sulle relazioni tra vostra figlia e il padre (CEDU/13, Lombardo c/Italia), contattate l’avvocato collaborativo più vicino e chiedete se il suo metodo va bene per voi. Intanto oggi un altro Lombardo, Eccellente Pittore, ci rende felici.

In foto Federico Lombardo, Porta di Agropoli. Olio su lino, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

Cass. Civ. n. 9764-19 #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #dirittovivente #artecontemporanea #contemporaryart #avvocatavostra #pandette #pandettecontemporanee #justiceandbeauty #bigpicture #giustiziaebellezza

 

 

 

 

NELL’OLIMPO DEI GIURISTI INNOVATORI

 

B55613D4-2016-4A20-A0E5-C22A0B4C718BAd Arezzo mi hanno inclusa nell’Olimpo dei giuristi innovatori, insieme ai grandi pensatori di mediazione, negoziazione e collaborativo. Città d’adozione contro città natale. Certo non lo merito, eppure è bellissimo vedermi lì.

Arezzo has included me in the Olympus of the Law changemakers, among the big leaders in mediation, negotiation and Collaborative Practice. Although I feel this award is much more than I deserve, it is so beautiful seeing myself there.

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