Olga

Articoli nella categoria Diritto penale

VA TU, LEGGERA E PIANA, DRITT’A LA DONNA MIA

Nunzio Paci, Risveglio di una natura morta. Acrilico su tavola, 2018Dedico la giornata mondiale della felicità alla ragazzina di Cassazione n. 11675-2016, che si ritrasse in foto porno con il proprio cellulare per mandarle agli amici, che poi le trasmettevano ad altri: fu escluso il delitto di cessione di materiale pedopornografico negli autoscatti, inoltrati dalla minorenne senza costrizione a suoi coetanei. Lo chiamano sexting, inviarsi espliciti messaggi di desiderio, urgenza di felicità della donna che sboccerà e di chi la brama: oggi canto con Nunzio Paci e Cavalcanti precocità e contrasti del sesso tra adolescenti, natura viva se è elegia del bisogno di durata, celebrazione del valore dell’attesa, gradualità, continenza, libertà di donarsi autentica.

In foto Nunzio Paci, Risveglio di una natura morta. Acrilico su tavola, 2018. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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NUDO COLOR CARNE

Roberto Ferri, Pietas. Olio su tela, 2015Ormai sesso e nudo della carne hanno solo il colore, nell’era in cui la corrispondenza d’amorosi sensi è virtuale e prevale su una copula ben assestata. Se amanti delusi o sciacalli si vendicano diffondendo immagini compromettenti, la giurista individua illeciti o pensa a crearne di nuovi a tutela delle malcapitate (allora Tiziana Cantone, oggi Giulia Sarti), io ascolto La Chanson Des Vieux Amants: “Sicuramente ti sei presa qualche amante/ Bisognava pur passare il tempo/ Bisogna pure che il corpo esulti/ Finalmente, finalmente/ Ce n’è voluta di bravura/ Per essere vecchi senza essere adulti”. La carne di chi si denuda è ancora viva, pietà per lei.

In foto Roberto Ferri, Pietas. Olio su tela, 2015. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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PANDETTE CONTEMPORANEE

 

Giorgio Milano, Monopole. Acrilico e pigmento di grafite argentea su tela

Mi chiedi cosa stia combinando con le quotidiane esternazioni su arte e diritto: affetta da ὕβϱις mista a ésprit de vivre, faccio raccolte di giurisprudenza illustrata. Tu chiamale, se vuoi, Pandette contemporanee. Non ho il monopolio, mi precedono il diritto romano di Ulpiano, Modestino, giureconsulti pisani e fiorentini, vivaddio i 50 libri del Digesto di Giustiniano (Iustiniani Augusti Digesta seu Pandectae) in manoscritti e codici miniati. Tratto l’umano che odio e amo; a ritrarlo il diario della pittura italiana vivente, scritto da Camillo Langone: ogni giorno un nuovo quadro è su www.eccellentipittori.it, da cui attingo per la rubrica. Che tu sia curioso, cultore, giurista, puoi leggerla completa di sentenze su www.olgaanastasi.it.

In foto Giorgio Milano, Monopole. Acrilico e pigmento di grafite argentea su tela, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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I MURI HANNO BOCCHE PER PARLARE

Adriano Annino, Walls have mouths to tell. Acrilico su tela, 2015

Se i muri avessero bocche per parlare racconterebbero una verità diversa da quella processuale. Direbbero se Nina è stata stuprata dall’amico e da chi faceva il palo, non che consentiva perché brutta o scaltra come sostenuto dai giudici di appello. In attesa di avere la sentenza della Cassazione che ha annullato con rinvio, leggo la n. 948-2015: in una violenza sessuale ai danni di un sedicenne è correità dell’anziano che, messa a disposizione casa sua, aveva solo assistito mentre un suo complice commetteva l’abuso sul ragazzo. Perché sia reato non è richiesto che tutti i componenti del gruppo compiano gli atti di violenza, ma che abbiano contribuito all’esecuzione e siano presenti sul luogo del delitto.

In foto Adriano Annino, Walls have mouths to tell. Acrilico su tela, 2015. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

Riferimenti: Sentenza 7 ottobre 2014 – 13 gennaio 2015, n. 948 #giustiziaebellezza #justiceandbeauty #bigpicture #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #dirittovivente #artecontemporanea #contemporaryart

L’ORIZZONTE E IL FARO

Pietro Capogrosso, Orizzonte. Olio su tela, 2017Da quando lessi nell’Elogio dell’Amore di Alain Badiou che «L’arte è ciò che nell’ordine del pensiero rende completa giustizia all’evento» cercavo di visualizzare il segno, il Symballein che da cui sono avvinta: finalmente di fronte al faro e agli orizzonti che dipinge Capogrosso l’ho trovato. La giustizia è armonia se ci fa luce, superando i dualismi col diritto, la dicotomia dettata dall’urgenza di rispetto della legalità; se, come l’arte e con l’arte, trascende il linguaggio e crea legami, assecondando la tensione al bello, propria dell’orizzonte umano.

In foto Pietro Capogrosso, Orizzonte. Olio su tela, 2017. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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AVVOCATA VOSTRA

Ester Grossi, Urlo di colore. Acrilico su tela, 2018Vinta nella battaglia morale per cui una fattura elettronica val bene la messa di algoritmi e fascicoli telematici, divagavo sul transeunte delle cose terrene e sulla cifra che do all’umano col mio lavoro, ontologia e deontologia come almanacco del giorno, datosi che è lunedì. Intanto assolvo a un ruolo speciale, recita la Carta dei principi fondamentali dell’avvocato europeo: consiglio e difendo diritti e libertà. Sono ermeneuta: interpreto leggi, sentenze, testi complessi; intermediaria verso la giustizia, e viceversa. Se poi mi traduco in latino vado in excelsis: sono “ad-vocata”, chiamata a star vicino, a dare voce e colore giuridico a chi non ce l’ha.

In foto Ester Grossi, Urlo di colore. Acrilico su tela, 2018. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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YOUNG SIGNORINO SE FAI SESSO ESTREMO

Saturno Buttò, Flora. Olio su tavola, 90x70 cm, 2015La madre di un mon frère e di una tipa brillante, di trap, rap, indie ne ascolta a iosa, e le piace pure. Al ritornello di Young Signorino: “Làlàlàlà/ La schiaffeggio mentre ride/ Mmh ha ha ha/ Mangio, mangio caramelle/ Gnam gnam/ Non mi piace questa tipa […],” correla invece il vuoto pneumatico dei cervelli, gli ominidi al governo, la burla satanista, l’enigma nichilista di chi fa sesso estremo. Lei che di osceno se ne intende e con Allen crede che il sesso sporco è quando lo fai bene (amen), viene spontaneo rivolgersi agli Young Signorini e Signorine, e anche ai meno young in circolazione: se è vero che col consenso per giocare al sesso t’è permesso tutto, “il bondage, l’immobilizzazione totale, la costrizione delle vie aeree, i patimenti al partner” corrono sull’incerto e ondeggiante discrimine del divieto degli “atti di disposizione del proprio corpo che cagionano una diminuzione permanente dell’integrità della persona.” Insomma se dalla pratica scaturisce un reato, avrai voglia poi a invocare l’attenuante alla tua coscienza. Nella storia qui sotto la poverina, ventitré anni, è scivolata e il cappio al collo l’ha strozzata. Il Signorino s’è beccato una condanna per omicidio colposo. Ocio.

Corte di Cassazione, Sezione V penale – Sentenza 26 ottobre 2016, n. 44986 CORTE DI CASSAZIONE 26 ottobre 2016, n.44986 

In foto Saturno Buttò, Olio su tavola, 2015. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

Riferimenti: art. 5 codice civile, 575 581, 582 codice penale #giustiziaebellezza #justiceandbeauty #bigpicture #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #artecontemporanea #dirittovivente #saturnobuttò

DOVE IL LORO VERME NON MUORE E IL FUOCO NON SI SPEGNE (Mc 9,48)

Chiara Sorgato, Dt. Olio su tela, 2016Nel processo contro il ministro del culto che, attirando minorenni in parrocchia con promesse di contratti televisivi e altri vantaggi, li sfruttava sessualmente, con la sentenza n. 51815-2018 la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ne ha affermato definitivamente la responsabilità. Sollecitata sul quesito: «se, ai fini dell’integrazione del reato di cui all’articolo 600-ter comma 1, n. 1 codice penale, con riferimento alla condotta di produzione di materiale pedopornografico, sia ancora necessario l’accertamento del pericolo di diffusione», la Suprema Corte ha risposto negativamente. La difesa aveva sostenuto che il parroco non avrebbe avuto interesse alla diffusione di foto e video per evitare il naufragio del proprio ministero sacerdotale. Il principio di diritto stabilito dalle Sezioni Unite è invece che nella normativa sovranazionale e nazionale si prescinde dal pericolo della diffusione, perché le condotte della produzione, detenzione, divulgazione, cessione, sono tutte distinte e tutte di danno, presupponendo un uso esterno del materiale. Anche la produzione a uso personale è reato, perché la stessa relazione, sia pure senza contatto fisico, tra adulto e minore di anni diciotto, contemplata dall’articolo 600-ter, è considerata degradante e gravemente offensiva della dignità del minore e del suo sviluppo sano e armoniosoCass. S.U. 51815-18

In foto, Chiara Sorgato, Dt. Olio su tela, 2016. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.

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È TUTTORA REATO NON MANTENERE I PROPRI FIGLI

GIULIA HUOBER-L'ORA DELLA CENA 2017Parrebbe un assioma essere tenuti ad assicurare ai propri figli il sostentamento, per la loro condizione di persone non in grado di badare a se stesse e dunque bisognose, invece il dibattito giuridico è ancora vivo e aperto, rintuzzato dalla recente proposta contenuta nel disegno di legge n. S 735 (DDL Pillon) di abrogare l’art. 570bis del codice penale. La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza del 22 novembre 2018, ha pertanto dovuto ristabilire un’armonia: la minore età dei figli costituisce essa stessa, in via presuntiva, uno stato di bisogno, cui consegue l’obbligo per i genitori di assicurare loro i mezzi di sussistenza, “obbligo che non viene meno neppure qualora al sostentamento del minore provveda l’altro genitore o un terzo”, con ciò richiamando un principio già espresso nel 2015, con la sentenza n. 18749. Confermata pertanto la condanna a due mesi di reclusione e 200 euro di multa per il genitore inadempiente, oltre al pagamento delle spese processuali e al versamento di duemila euro in favore della cassa delle ammende.

In allegato Corte di Cassazione, Sezione VI penale – 22 novembre 2018, n. 52663

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI PENALE – SENTENZA 22 novembre 2018, n.52663

In foto Giulia HuoberL’ora della cena. Tempera su carta intelata, 2017.

Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it

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RIMESSA ALLE SEZIONI UNITE L’INTEGRAZIONE DELL’ART. 600 TER, COMMA 1, N. 1 CODICE PENALE

L’Ufficio del Massimario n. 20/2018 segnala la rimessione alle Sezioni Unite penali della seguente questione:

“Se, ai fini dell’integrazione del reato di cui all’art. 600 ter, comma 1, n. 1, cod. pen., con riferimento alla condotta di produzione del materiale pedopornografico, sia ancora necessaria, stante la formulazione introdotta dalla legge 6/2/2006, n. 38, l’accertamento del pericolo di diffusione del suddetto materiale, come richiesto dalla sentenza n. 13 del 31/05/2000 delle Sezioni unite”.

CORTE CASSAZIONE 10167-2018

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